
E’ vero, l’italiano medio è costantemente in guerra con vari nemici: dalle tasse alle bollette, dai reumatismi allo sciopero dei trasporti (cronico), dalla mancanza di lavoro (cronica), dallo stress ai compagni gelosi, dal bullismo dei colleghi invidiosi, dalla mancanza di servizi e dall’arroganza dei politici e di quei mediocri funzionari di comuni, regione e provincia che sfogano l’insoddisfazione sugli utenti.
E’ anche sacrosanto dire che ci sono non solo due, ma varie Italie, una o molte per ogni punto cardinale. Ciascuna di esse col suo modo di vedere, di giocare a carte, di cucinare eccetera. E chiunque come me, si avventuri sul terreno delle feste in famiglia, dove si ritrovano parenti di varie generazioni e provenienza geografica, se ne rende conto dalla prima portata che arriva in tavola e da come sono cresciuti coloro a cui hai fatto le foto della prima comunione, tanti anni prima.
Alcuni fortunati giovani al Nord come al Sud, possono permettersi gli abiti griffati, la noia ed il pranzo dai parenti, mentre dimenano virtualmente i loro alias sui “social”. La scolarità è presente almeno fino alla maturità e nonostante questo penso che alcune classi di giovani non abbiano ancora acquisito i filtri necessari a discernere, ciò che solo una buona cultura generale può fornirti.
Generalmente dai discorsi che ho sentito, mi sembra che alcuni assorbano come spugne i contenuti superficiali dai loro iPhone, ripetendo come pappagalli ciò che leggono o vedono sui video di Tik Tok e YouTube, che molto spesso gli propinano la qualunque panzana spacciandola per verità.
Ma pensandoci bene, non credo che essi siano più fortunati di quanti invece scelgono di studiare sui libri di un Istituto scolastico e di pensare col proprio cervello.
Nel profondo ed arrogante sud alcuni genitori invece, chiaccherando durante i pranzi fiume fino a pomeriggio inoltrato, tra un gamberone e una bombetta di carne alla brace, mi rivelano con la spocchia sgrammaticata ibridata dal dialetto, che i loro eroi/imprenditori sono Elon Musk, Putin e Trump, un misto di bullismo e protervia fuorviante.
Mentre ingoio per la disperazione un sorso di primitivo per mandare giù questa notizia, penso tra me che in questo Sud smembrato dalla mancanza di tutele, di servizi basilari (come acqua e ospedali) e sopratutto di cultura, sia la destra di governo che regna sovrana ed ignorante che la sinistra che non si ribella, stiano facendo danni irreparabili.
Intanto in TV, alternandosi ai datati e tristi portenti canori neomelodici di casa nostra ed alle interminabili serie americane su Netflix, gli inviati di guerra, sempre più spettinati e confusi, con la faccia di chi trattiene rabbia, lacrime e mancanze di campo, balbettano dai microfoni la guerra degli altri.
Ma intanto è già pomeriggio: le donne anziane lavano i piatti, i maschi vanno a fare la pennichella e i neonati fanno il ruttino. I giovani sono fuggiti da un pezzo e anch’io vorrei: vorrei tornare a casa, perché queste feste mi hanno demoralizzato. E sto pensando di non passarle più quaggiù, perché questa non è più la mia famiglia, non è più il mio sud. E’ qualcos’altro che non riconosco: ostaggio dei falsi miti del denaro (degli altri), dei social e dei vestiti griffati, (che poi va a comprare al mercato)
L’anno prossimo spero di recuperare la mia razionalità persa durante questa voglia senile di vacanze in famiglia e di andarmene per i fatti miei, che poi è la cosa che so fare meglio.
Auguri a tutti per quest’anno nuovo, perché con l’aria che tira noi italiani ne avremo sicuramente bisogno!